Una Chiesa di Confine
Alla fine degli anni 90, viene elaborato il piano “50 Chiese per Roma 2000” con l’obiettivo di revitalizzare le aree periferiche di Roma, costruendo nuove chiese dove i fedeli non disponevano di luoghi di culto adeguato.
Il nostro progetto, risultato vincitore al secondo posto del concorso promosso dal Vicariato di Roma in occasione del Giubileo del 2000, consiste nella realizzazione di una ”Chiesa sussidiaria con funzioni ricreative e sportive” nella zona del Quartaccio, una porzione marginale del tessuto urbano di Roma, socialmente fragile e in cui non esistevano luoghi aggregativi.
La nostra proposta progettuale da’ vita ad un complesso polifunzionale – articolato in diversi volumi e raccolto al di sotto di una ampia copertura che accoglie anche una piazza coperta- in dialogo con il quartiere ed il paesaggio.
La zona del Quartaccio nasce negli anni 80 come quartiere di edilizia popolare in una zona periferica sopraelevata e limitrofe con un area ancora non urbanizzata. Il lotto del progetto era proprio al confine tra queste due realtà: la fragilità sociale del quartiere di residenze popolari e la bellezza del paesaggio rurale romano.
La vera sfida del progetto era quella di collegare queste due dimensioni. Prendendo spunto da questa dicotomia, la nostra proposta articola la sua parte civica e quella sacra creando un dialogo tra la “presenza” del costruito, suddivisa nei diversi volumi raccolti sotto la grande copertura, e “l’assenza” dei vuoti che si creano tra questi.