EURODOMUS Z27Z31 COMPLESSO RESIDENZIALE, ROMA

Informazioni aggiuntive

  • Anno: 2001
  • Luogo: Roma, Italia
  • Cliente: Eurodomus’93 s.p.a.
  • Stato: concorso internazionale ristretto (1° premio)
  • Titolo:

    Residential
    Mixed-use

  • Sottotitolo:
    Eurodomus Z27Z31 Complesso residenziale, Roma
  • Contenuto:

    Progetto Architettonico: Nemesi Studio
    Luogo: Roma
    Periodo: 2001-2004
    Committente: Eurodomus’93 s.p.a
    Superficie territoriale:  2 ha
    Programma: 60.000 m²
    •    30.000 m² - residenziale
    •    6.000 m² - benessere & fitness center
    •    8.000 m² - commerciale
    •   16.000 m² - parcheggio
    Studi di ingegneria: Studio Palmieri, studio 3S

EURODOMUS Z27Z31 COMPLESSO RESIDENZIALE, ROMA

Il progetto Z27Z31, aggiudicato tramite concorso privato, riguarda la realizzazione di un grande complesso residenziale-ricettivo a sud di Roma.
Il progetto trova la propria conformazione attraverso l’indagine di due distinte e, per certi versi, antitetiche polarità: la prima pensa la città come luogo denso di contenuti estetici e simbolici capaci di valorizzare in episodi irripetibili la ripetizione indistinta di esigenze individuali, abitative e non, ricercando, in ciò, una dimensione qualitativamente collettiva; la seconda, ricerca invece proprio nella ripetizione di calcolate variazioni, la possibilità di promuovere l’esistenza individuale contro l’uniformazione.
Tutte le unità residenziali (parte delle quali residence) sono pensate come un sistema di ville sovrapposte, con giardini e patii verdi di pertinenza, in grado di garantire all’insieme un aspetto ricco e articolato, e ai singoli fruitori la qualità di uno spazio privato unico, anche all’interno di una logica aggregativa. La richiesta del programma di integrare alla funzione residenziale attività commerciali ed un wellness center, è stata tradotta nella realizzazione di una grande piazza centrale che piegandosi rivela la presenza di tali funzioni.
Ecco quindi la scelta di costruire il progetto con un’immagine forte ed unitaria, accattivante, in grado di generare immediate curiosità e stupori, un’immagine non banale, innovativa ma allo stesso tempo naturale, tecnologica ma anche ecologica, introversa e privata ma anche aperta al paesaggio ed alla sua multiforme vita.
Il lavoro sulle matrici aggregative degli alloggi e residence rivela un’articolata composizione tipologica in cui ogni unità ha al contempo caratteristiche di unicità e complementarietà, per clienti assolutamente esigenti.
L’aggregazione di tutte le unità da luogo a un contesto unico, in cui alla tradizionale concezione a blocco si sostituisce la somma di “ville sovrapposte” affaccianti sulla piazza centrale attrezzata.
Il progetto è stato approvato nel 2005 dal Comune di Roma, per la sua qualità architettonica, in variante agli strumenti urbanistici attuativi.
La tipologia a corte viene interpretata così in chiave contemporanea, dando luogo a una stretta integrazione tra spazio privato e pubblico.
Il progetto ha recentemente ottenuto la concessione di costruzione.

Un nuovo concetto di abitare
Volendo esaltare il valore della collettività concepita come “somma di persone” portatrici di unictà e differenze, si è voluto ideare non un contenitore, ma come “somma di residenze individuali”, anch’esse comunicanti peculiarità.
Architettonicamente questo obiettivo è stato ottenuto tramite la libera ripetizione nella variazione di volumi stereometrici aggregati a formare un “tessuto spugnoso” ed attraversato dal vuoto.
La scelta operata esalta la differenza ed introduce attraverso la formalizzazione di meccanismi di combinazone, il concetto di costruzione del proprio spazio individuale montato tramite l’individuazione delle esigenze prestazionali che il singolo utente imprime al proprio stile di vita. La residenza quindi, come esperienza individuale, pensata con la costitutiva possibilità di promuovere la casualità di differenti scelte aggregative e tipologiche come comunicazione estetica di un tema architettonico oltre che prettamente funzionale e prestazionale. La residenza individuale, liberandosi concettualmente dal termine riduttivo di appartamento, allude alla dimensone della casa unifamiliare aggregata, in cui la riconoscibilità della cellula, le modalità di accesso, la diversificazione delle superfici di pertinenza esterne, le modalità di strutturazione delle relazioni interne all’alloggio (zona giorno/zona notte, zona genitori/zona figli, duplex o simplex ecc…) divengono veri e propri momenti di costruzione di un proprio stile di vita.
La soluzione adottata moltiplica inoltre le superfici di pertinenza esterne, attraverso l’invenzione di questo spazio cavo e spugnoso, permettendo soluzioni estremamente ricche e diversificate per gli affacci di ogni differente alloggio.

 

 

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