NUOVO COMPLESSO SCOLASTICO DIVINO AMORE, ROMA

Informazioni aggiuntive

  • Anno: 2007
  • Luogo: Roma, Italia
  • Cliente: Comune di Roma
  • Stato: concorso internazionale
  • Titolo:

    Education & Research

  • Sottotitolo:
    Nuovo complesso scolastico Divino Amore, Roma
  • Contenuto:

    Progetto architettonico: Nemesi Studio
    Luogo: Roma
    Anno: 2007
    Committente: comune di Roma
    Superficie territoriale:  1,2 ha
    Programma: 1.600 m2 tot.
    •    700 m2 – asilo
    •    900 m2 – scuola elementare
    Partners di progetto: Be Fore Architects

NUOVO COMPLESSO SCOLASTICO DIVINO AMORE, ROMA

L’area di progetto si trova in un contesto di grande valore paesaggistico, quello dell’agro romano nelle vicinanze del parco dell’Appia Antica, e in base alla destinazione vigente introdotta con la “Carta delle Certezze” è destinata ad “ambiti di riserva e trasformabilità vincolata”.
Il progetto diventa occasione per proporre un nuovo paesaggio artificiale che nasce dall’incontro tra forme organiche e geometrie più rigide e che è quindi evocativo della morbidezza dell’agro, ma anche tecnico e performante.
Il programma di trasformazione urbanistica “Divino Amore” prevede per il lotto  in esame, la realizzazione di un asilo nido, di una scuola materna, di parcheggi e di una piazza con terminal bus. Il progetto si sviluppa secondo due distinti sistemi: quello degli spazi pubblici e quello degli spazi privati; essi sono strettamente connessi tra di loro, essendo la copertura delle scuole e dei parcheggi interrati la superficie stessa su cui si sviluppano la piazza, i parcheggi a raso, il parco e il terminal bus, ma mantengono un’assoluta autonomia l’uno rispetto all’altro. Spazi pubblici e spazi privati diventano l’emblema dell’architettura che informa il paesaggio e allo stesso tempo del paesaggio che si confonde nell’architettura. L’interpolazione di naturale e artificiale è riscontrabile ancora nel rapporto che intercorre tra l’effettiva presenza fisica del verde nei patii, nei giardini e nella copertura, che concorre alla costruzione di uno spazio liquido, continuo, deformato e onirico, e la poetica legata al linguaggio binario, alla texture, ad un sistema, cioè, di tessere che organizzano diverse vibrazioni attraverso l’artificio del disegno e la naturalità dei materiali. La piazza/copertura non si sviluppa secondo un piano ma evoca, con il suo andamento lenticolare, la morbidezza dell’orografia circostante. E’ un estremo artificio che si pone quindi come nuovo paesaggio.

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