S.MARIA DELLA PRESENTAZIONE, ROMA

Informazioni aggiuntive

  • Anno: 2002
  • Luogo: Roma, Italia
  • Cliente: Vicariato di Roma
  • Stato: realizzato
  • Titolo:

    Civic & Religious

  • Sottotitolo:
    S.Maria della Presentazione, Roma
  • Contenuto:

    Progetto Architettonico: Nemesi Studio
    Luogo: quartiere Quartaccio, Roma, Italia
    Periodo: 1997 - 2002
    Committente: Vicariato di Roma
    Superficie territoriale: 6.000 m²
    Programma: 4.200 m² tot.
    •    850 m² - sala polifunzionale
    •    650 m² - area servizi
    •    450 m² - cappella
    •    250 m² - sacrestia
    •    120  m² - casa del parrocco
    •    830 m² - classi catechismo
    •    450 m² - area tecnica e di stoccaggio
    •    350 m² - uffici amministrativi
    •    250 m² - distributive
    Studio di ingegneria: Studio 3S, Fibbi & De Camillis Srl
    Imprese di costruzione: Ruggieri Mario srl

© Andrea Jemolo © Andrea Jemolo

S.MARIA DELLA PRESENTAZIONE, ROMA
CENTRO POLIFUNZIONALE, RICREATIVO E DI CULTO

L’intervento, che rientra all’interno del programma ”50 chiese per Roma 2000” intrapreso dal Vicariato di Roma in occasione del Giubileo, consiste nella realizzazione di una ”Pastorale per lo sport”, all’interno del PdZ Quartaccio, insediamento collocato nella periferia settentrionale della città, in una porzione ”marginale” del tessuto metropolitano. Rispetto ai veri e propri centri parrocchiali, che costituiscono il corpo principale del programma giubilare, l’intervento possiede dei forti caratteri di specificità sotto il profilo tipologico. Il programma infatti prevedeva la realizzazione di un complesso a destinazione d’uso mista, in grado cioè di ospitare funzioni connesse alla liturgia -una cappella feriale, alcune aule per la catechesi, la casa del parroco- e spazi legati  allo svolgimento di attività prevalentemente sportive ma anche più propriamente civiche- rappresentazioni teatrali, assemblee cittadine- e in casi eccezionali, funzioni religiose. Il progetto dunque, interpretando in chiave simbolica il programma funzionale, vive del rapporto e del contrasto tra due organismi architettonici: la parte civica appare come una ”presenza”, un volume compatto che, nella sua astrazione -ed introversione– sembra un oggetto ”emerso”, come appartenente al paesaggio circostante; la parte sacra si configura viceversa come il progetto di un vuoto, una ”assenza”: il piano copertura insieme alla maglia regolare di pilastri e al piano trasparente che ne costituisce l’involucro definiscono infatti un ambito all’interno del quale convivono in un rapporto dinamico tra loro i volumi destinati alle singole funzioni. Questo spazio, nella doppia valenza di spazio interno e luogo esterno, di spazio denso ma fluido, imploso ma aperto verso il paesaggio, trova il suo valore simbolico nell’essere esso stesso ”materia”, capace di relazionare tra loro i diversi luoghi del progetto e questi stessi con il costruito da una parte ed il paesaggio con l’altra. Rispetto al luogo, un’area di cerniera e di raccordo tra la città e gli spazi aperti tipici della campagna romana, di paesaggio tra natura ed artificio, il progetto, impostato ad una quota media di circa 5,00 metri sotto il livello stradale, dà corpo infatti alla condizione di ”margine”; alla quota inferiore una piazza, spazio per l’incontro e l’aggregazione, rappresenta il fulcro funzionale del complesso, luogo di accesso e smistamento dei flussi di attraversamento.

 

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