#10 EXCAVATION

Uno dei temi della nostra ricerca che ci ha sempre affascinato come campo di esplorazione è quello dello “scavo”: vedere l’architettura non come sommatoria di parti ma come corpo da scolpire, attraverso un calibrato lavoro di sottrazione della materia che rivela la plasticità dell’edificio. Si tratta di una modalità di lavoro che rappresenta il contrappunto del linguaggio combinatorio per addizione presente in altri progetti di Nemesi e raccontato nella Story #Combination. Perché la forma architettonica è materia da plasmare, e attraverso la sottrazione di parti, da svelare: svelare il meccanismo sotteso a un’opera significa metterne in relazione il dentro e il fuori, andare oltre la pelle dell’edificio per raccontare l’organismo edilizio, e il legame delle sue parti tra loro intrinsecamente connesse. Lo “scavo” può avere diverse declinazioni: come nel Progetto di un complesso termale nella Valle dei Mulni ad Amalfi, in cui la pietra scavata delle pareti rocciose che ospitano le Terme costruisce spazi sospesi tra dimensione naturale e artificiale, ma anche in cui è lo stesso corpo edilizio delle strutture ricettive accolte nelle vecchie Cartiere ad essere manipolato e “scavato”, questa volta con l’introduzione di volumi leggeri in acciaio e vetro che attraversando la materia sembrano modificarla. Nel progetto per l’università dello Studente a St. Etienne e per la Mediateca a St. Ouen, in Francia, lo scavo dell’organismo edilizio è più sistematico e teso a portare il loro meccanismo di funzionamento intrinseco in facciata, scolpendo ballatoi e logge che portano aria e luce all’interno dell’edificio, e costruendo una variazione ritmica e volumetrica che trova una corrispondenza anche nell’organizzazione funzionale degli edifici.

 

 

 

 

 

COMPLESSO GENERALI A PORTA NUOVA   

Milano  Italia

Il Progetto del nuovo Business Park di Generali a Porta Nuova-Garibaldi intende costruire un’immagine accattivante, chiara e coerente per il sistema di edifici attualmente insistenti sul lotto. I volumi edilizi esistenti vengono mantenuti e integrati in un nuovo disegno unitario , attraverso piccoli interventi di ricucitura e articolazione di un tessuto urbano stratificato organizzato su una maglia geometrica modulare e flessibile, costruendo una sintesi poetica in cui far vibrare le differenze. 

Tale sintesi poetica è rappresentata nel Progetto, sul lato nord,  da una preziosa superficie vetrata verticale che nel collegare gli edifici centrali del lotto ne ridisegna i fronti e conferisce loro una nuova vibrante identità, per poi ripiegare orizzontalmente dove individua con un unico segno il basamento del nuovo intervento, disegnando una piastra su 3 livelli che dà vita a un nuovo layer urbano fatto di pieni e vuoti, luci ed ombre, che articola un paesaggio fatto di lussurreggianti giardini-patii su due livelli, che nel rievocare l’idea di Corte Milanese rappresentano la dimensione domestica ed intima del nuovo Complesso.

Il progetto, nel suo rimando di riflessi e vibrazioni, esprime l’idea di un caleidoscopio che cambia aspetto a seconda del variare della luce del giorno, accendendosi di notte dei riflessi dei singoli edifici, e delle stagioni, grazie ai diversi colori che i giardini collocati ai diversi livelli del progetto assumono. 

Dietro questa superficie-facciata trasparente e leggera vibrano le ombre e le luci dei volumi edilizi esistenti, cui sono aggiunti dei nuovi volumi che ne arricchiscono l’immagine organizzando al contempo un più efficace sistema distributivo e funzionale. 

Ciò che la nostra proposta dunque propone non è una sommatoria di edifici ma un Campus Direzionale unitario e modulare, che individua e organizza in maniera coerente spazi pubblici e privati, servizi comuni e spazi ufficio, accessi primari e secondari al Complesso. 

Il disegno del Verde si ritrova sia nei patii posti al Piano terra che nella copertura della Piastra contenente i primi tre livelli, che negli spazi interstiziali tra la superficie verticale e i volumi retrostanti, dando vita ad un parco tridimensionale, che si sviluppa sia in pianta che in alzato . 

L’immagine sintetica della superficie vetrata che ricollega i volumi esistenti affaccianti a Nord su Via Bassi si disarticola per contrappunto sul fronte Sud (lato ferrovia) dove comunica la trama degli incastri tra i singoli volumi edilizi ed il gioco di pieni e vuoti, espressione della molteplicità e meccanicità evocativa dell’identità industriale originaria del Quartiere Isola. 

Il progetto trasforma quindi l’addizione caotica dei volumi preesistenti, privi di un disegno urbano significativo, in un sistema coerente ed unitario in cui le sottrazioni più che le addizioni costruiscono vibrazioni e il dialogo con l’urbanità circostante, attraverso l’identificazione di un landmark-urbano leggero e vibrante che rappresenta una sintesi tra le grandi trasformazioni urbane del quartiere Garibaldi –Repubblica, che lavorano sul tema dell’architettura-infrastruttura, ed il tessuto storico minuto e frammentato del quartiere Isola.

 

 

 

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Continua il racconto degli ultimissimi step per il completamento del cantiere del Digital Innovation Gate a Cherasco, parte del più ampio progetto di rinnovamento dell’headquarter Tesisquare.

VIA CENNI

Milano, Italia

 

La proposta progettuale per il Progetto del Complesso di Housing Sociale in Via Cenni a Milano  organizza in modo programmatico il rapporto tra volumi residenziali e spazi urbani, dove i volumi edilizi sottendono a loro volta precise regole compositive e combinatorie:

1/ organizzazione di un tessuto urbano (misto residenza e servizi) ricco e articolato attraverso la differenziazione delle tipologie insediative, l’articolazione di spazi pubblici fortemente connotati e diversificati,  la valorizzazione della mixité funzionale.  Il progetto organizza un sistema residenziale ricco e articolato, organizzando gli alloggi, concepiti  sulla base dello stesso modulo compositivo e combinatorio, secondo tre sistemi aggregativi: un sistema lineare e un sistema ibrido, sviluppati nella parte interna dell’area, lungo la direttrice di maggior profondità nord-est sud-ovest, e un sistema verticale, ubicato nella parte a nord-est.

2/ moltiplicazione dello spazio pubblico solitamente tipico del piano terra, su due livelli, attraverso la realizzazione di un sistema  a “piastra”, la piazza verde,  che è insieme spazio pubblico e  contenitore di servizi (foyer, fisioterapia, parcheggi).

3/ sviluppo delle tipologie residenziali A. B, C, attraverso un sistema combinatorio impostato su un modulo geometrico di base: 4,8 m x 3,6 m. Ciascun modulo geometrico rappresenta una Unità ambientale (zona letto, soggiorno, servizi, etc), che, organizzata secondo un numero di combinazioni prestabilite determina le diverse tipologie di alloggi. Tutti gli alloggi sono combinati in modo da avere una fascia  allineata di servizi, compresi i cavedi per gli impianti (un cavedio con un nucleo servizi minimo ogni tre moduli compositivi).
Tutte e 3 le tipologie aggregative (sistema lineare, verticale, ibrido) sono concepite come combinazione degli stessi moduli  di base e quindi con principi costruttivi modulari e prefabbricabili, con un conseguente contenimento di costi e di tempi realizzativi. Numerose sono le possibilità combinatorie all’interno dello stesso sistema, con una grande flessibilità di ri-articolazione degli alloggi tipo A,B,C.

4/ localizzazione delle funzioni a prevalente rappresentatività nelle parti centrali del complesso: Foyer in diretta connessione con la “piazza teatro” e la cascina luoghi centrali per le funzioni pubbliche collettive, e centro di fisioterapia in connessione con “il chiostro”, luogo appartato, di calma rigenerante. Le funzioni sono interconnesse da una complessa e multidirezionale rete di percorsi e spazi di relazione.

5/ organizzazione del sistema del verde attraverso l’articolazione di ambiti funzionali dedicati: giardino dei giochi (attrezzato per bambini), giardino degli amici (spazio protetto per adolescenti), area pic-nic, giardino lineare (per attività all’aperto).          

6/ completa pedonalizzazione degli spazi pubblici e semipubblici per l’accrescimento delle possibilità di relazione e di scambio interpersonale

 

 

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LIANTAI INTERNATIONAL CENTER, SHENZHEN

 

Il progetto, immaginato per il concorso internazionale su inviti promosso da Shenzhen Guangshun Real Estate Development Co., Ltd., comprende una torre a uso residenziale di 300 metri, con un insieme di servizi integrati nella zona di Shenzhen Bay Super Headquarters Base.
 
Il disegno del progetto nasce metaforicamente  dall’unione tra la forma del Cerchio e del Quadrato, dove il primo rappresenta il Cielo e il secondo la Terra.  La superficie curvilinea del paesaggio (evocante il Cerchio) si appoggia cosi morbidamente sulla griglia urbana (evocante il Quadrato), da cui tale superficie è tagliata, disegnando i suoi pieni e vuoti.
 
Questo paesaggio morbido e scavato è presente su tutti i livelli del Progetto, e dà vita a una grandiosa architettura-paesaggio attraverso il suo morbido e sinuoso movimento. Al di sotto di questa superficie paesaggio si sviluppa uno spazio poroso, ricco di verde e spazi pubblici su più livelli, organizzati come una matrice fatta di pieni e vuoti.

 

 

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#9 SYSTEM

Cosa intendiamo per Sistema, quando parliamo di Progetto?

La città è un sistema, fatto di edifici e di vuoti, interconnessi tra loro secondo logiche complesse. Ma anche l’edificio è per noi un sistema, composto di moduli tra loro aggregati secondo determinati principi, che danno origine a matrici combinatorie. Gli stessi elementi combinatori di base possono essere micro-sistemi con caratteristiche intrinseche precise e un proprio livello di complessità.

Si potrebbe quindi dire che tutto ciò che è risultato di un progetto fondato su determinati presupposti compositivi ed organizzativi  ha caratteristiche sistemiche, che sono tanto più ricche quanto più complesso e organizzato è un progetto. Le logiche sottese a un sistema, per quanto articolate, devono però sottendere una coerenza per essere ordinate e costruire la forma e la performance del Progetto.

In questa Nona Storia del nostro diario di Bordo dei 20 anni di Nemesi, vi raccontiamo 3 progetti architettonici e urbani che lavorano su questa logica di matrice sistemica e aggregativa, in cui il rapporto tra volumi e vuoti architettonici è fortemente interconnesso….seguiteci!

 

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I numeri di Nemesi nel 2020

 

Il 2020 si è concluso, e il nostro team ha piacere di condividere gli avvenimenti salienti che lo hanno caratterizzato, ripercorrendo con voi il racconto del lavoro svolto.

Quest’anno abbiamo celebrato i vent’anni di attività, raccontando ogni mese cinque progetti firmati dal nostro studio: in primis i progetti realizzati e in corso di costruzione, che anche se con qualche rallentamento, non si sono fermati. Tra questi il digital Innovation Gate a Cherasco e la nuova sede Eni a San Donato Milanese. Il primo è un Campus per start up innovative, voluto dalla società IT Tesisquare e il secondo è il sesto palazzo Eni, firmato insieme a Morphosis; due progetti diversi ma concepiti su presupposti comuni: dare forma e slancio all’identità di aziende innovative e in costante evoluzione.

Il Canpus Tesisquare è oggi prossimo al completamento, previsto per inizio febbraio, e l’Headquarter Eni si concluderà entro il 2021.

Vi abbiamo poi raccontato i progetti in corso, spiegandovi la nascita e il pensiero che li sottendono, riconducibile a quella ricerca sul linguaggio e la performance che caratterizza il nostro studio da sempre,  come vi abbiamo anche illustrato nella serie 20x20, che ha celebrato i 20 anni di vita del nostro Studio e che verrà proseguita anche quest’anno, per farvi scoprire ancora un po’ più di Nemesi.

E ancora, abbiamo festeggiato i 5 anni di Palazzo Italia, oggi prestigiosa sede della Fondazione Human Technopole, facendola narrare dalla voce dei protagonisti di ieri e di oggi.

 

Pubblicazioni

Abbiamo avuto il piacere di vedere raccontati i nostri progetti in diverse pubblicazioni dedicate, apparse su Edilizia e Territorio - Sole 24 Ore, Italian Architects - PPAN, e Infobuild. A livello internazionale invece IBC Focus (RO), Archiscopie (FR) e il magazine The Plan (IT/ENG/CHN) hanno raccontato il nostro lavoro, online e offline.

 

Eventi e Lecture

Anche in un anno così complesso come quello appena trascorso, Nemesi ha avuto la possibilità di partecipare a diversi incontri e iniziative, online e offiline, tra cui: i Seminari di The Plan, Casa Platform live, Scuola di Servizio Civico di Francesco Rutelli, FARAM Experience, SPAM e diversi altri eventi in Italia e all’estero.

 

Premi

A questi importanti avvenimenti, si uniscono i tre premi che hanno riconosciuto il valore della nostra architettura a livello nazionale e internazionale: il World Architecture Award per Palazzo Italia/ Human technopole, il Premio Architizer ed In/Arch Lazio. Ma anche il CTDA TRIPOD Design Award 2020 e Pavilion of Humanity, che hanno invitato il nostro AD arch.Michele Molé a presenziare come membro della giuria.

 

Certificazioni

Infine, il 12/11/2020 Nemesi ha ricevuto la certificazione EN ISO 9001:2015 per "Progettazione e servizi per l'architettura, l'urbanistica, l'ingegneria e la Direzione lavori”. La sfida è accrescere sempre più la qualità della nostra organizzazione, la sua efficacia ed efficienza, anche in termini di capacità di incrementare le soddisfazione del cliente.

 

Grazie per continuare a seguire Nemesi, il nostro team augura a tutti voi un 2021 ricco di progetti, collaborazioni  e rinnovata fiducia!

 

 

 

 

HELSINKI, GUGGENHEIM

Il ruolo di un grande Museo del XX! Secolo è quello di andare oltre ciò che è gia noto, ponendosi come ponte di collegamento  tra  il presente ed il  futuro,  attraversando la differenza dei rispettivi orizzonti estetici. 

Il progetto del Museo Guggenheim di Helsinki traduce poeticamente questo concetto di spazio della differenza, immaginando un doppio organismo architettonico-paesaggistico  formato da due polarità contrapposte che si confrontano; un gesto visionario che nel ridisegnare il cityscape diviene Landmark globale. Il progetto, in contrapposizione  a un edificio-oggetto, sviluppa l'idea di una architettura-paesaggio aperta e integrata con il territorio.  

Il progetto è espressione di un sistema duale, che nel suo insieme definisce una architettura-paesaggio.

La forte dualita' terra-mare determinata dalla collina-parco alle spalle del progetto e dal mare sul fronte contrapposto, prende forma in due sistemi architettonici distinti e complementari: “la collina” e “l’iceberg”. Tale dualità esprime il concetto di differenza, come confronto e incontro di  identità (terra-mare ma anche femminile-maschile, orizzontale-verticale, architettura-paesaggio).

Il progetto rifiuta l’idea di edificio-oggetto lavorando su una dimensione informale, in cui il paesaggio viene scavato e la forma prende vita per sottrazione. Una linea-sezione immaginaria attraversa il progetto in direttrice nord-sud, scavando il fronte della “collina” e dell’”Iceberg”, mostrandone la stratificazione orografica e disegnando il suggestivo bacino d’acqua superficiale. 

La proposta progettuale collega in un unico sistema il Museo, il Terminal Makasiini e le  sistemazioni urbane e paesaggistiche del Porto.

Il  percorso espositivo si sviluppa prevalentemente nel volume “collina”,  iniziando con una spettacolare hall di accesso articolata su due livelli che distribuisce con accessi indipendenti a tutte le gallerie. L’organizzazione dei volumi espositivi nei livelli inferiori  è pensata per dar vita a un circuito che ricollega il sistema duale in una sintesi spaziale continua e avvolgente lo spazio aperto centrale.

 

 

MERIDA, MUSEO

Il prisma-monolite del Museo di arte Visigota di Merida, "interiorizza" la presenza di grandi segni archeologici della città di Merida, e le direzioni di questi segni, che incidendo il monolite  producono le "fratture" che diventano il cuore simbolico ed emozionale del progetto: il grande vuoto centrale attorno a cui si articola il percorso espositivo con affaccio sui reperti.

La più importante di queste “fratture” è rappresentata dalla traccia dell'acquedotto, che taglia verticalmente   il volume del museo, separando l'area espositiva della parte tecnica dei servizi museali (con la gestione amministrativa, laboratori di restauro, magazzini).

Fulcro espositivo ed emozionale del museo è la rampa pedonale che si snoda a loop attorno al grande invaso centrale, dando  accesso a tutta l'area espositiva: il visitatore è costretto a passare attraverso le diverse aree espositive, lungo alcuni percorsi che lo porteranno a contatto con i resti archeologici e allo stesso tempo a vivere esperienze architettoniche ed emotive molto forti: la rampa   si snoda come un viaggio indietro nel tempo, secondo il senso cronologico di evoluzione dell'arte, che non è mai regolare e continuo ma presenta frequenti interruzioni.

 

 

 

ALICANTE, MUSEO

Il progetto del museo municipale di Alicante si pone come medio architettonico tra la città storica di Alicante, posta ai piedi di una collina, e la rocca eretta sulla sommità della stessa. L’intervento ex-novo con ampliamento di un edificio esistente si basa sull’articolazione di due livelli di distribuzione indipendenti: uno pubblico e l’altro prettamente museale.

L’organizzazione museale segue il modello distributivo di un’architettura percorso che accoglie gli spazi espositivi lungo il suo sviluppo. Il culmine del percorso a loop è rappresentato dal livello pubblico che si sviluppa sul tetto del museo e mette in comunicazione l’area pedonale della città con la risalita alla rocca, superando il salto di quota e generando una promenade architettonica urbana indipendente dal funzionamento del museo.

Le traiettorie del percorso, incontrando i bordi del volume-teca museale, rimbalzano cambiando direzione e determinando la generazione di un labirinto di percorsi diagonali che si intersecano e risalgono lo spazio vuoto della scatola museale.

Quest’architettura-percorso si configura tecnologicamente come un vero e proprio volume-teca, realizzato con tecnologie in acciaio reticolare che, come delle vere e proprie travi ponte, trovano  gli appoggi nei punti di contatto con la struttura portante della teca.

Queste travi ponte sono percorsi veri e propri che crescono in un continuum spaziale e raggiungono la sommità dell’edificio, in una scenografica terrazza belvedere, per poi ridiscendere rapidamente con gruppi ascensori e scale. Parallelamente sulla copertura prosegue il percorso urbano che collega la città storica con la risalita alla rocca.

 

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